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Differenza tra psicologo e counselor: quello che non ti dicono | Associazione Freedom

Differenza tra psicologo e counselor: quello che non ti dicono

- 21 Ottobre 2016

Analizziamo dal punto di vista normativo le differenze tra Psicologo e Counselor.

1) Percorso formativo

Per diventare psicologo è obbligatorio seguire il seguente percorso formativo:

Laurea triennale

Laurea specialistica (2 anni)

Tirocinio post lauream di 1000 ore

Esame di stato (3 prove scritte ed una prova orale)

Iscrizione all’albo ufficiale (consultabile su ww.psy.it)

Per diventare counselor NON è necessario alcun percorso formativo:

 

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Infatti la professione di counselor è regolamentata dalla legge 4\2013: 

“per le professioni inserite in questa norma, non sono previsti obblighi formativi e neppure iscrizioni in associazioni di categoria”.

Lo so, adesso, ti starai sicuramente chiedendo: “se non esiste alcun obbligo formativo,perché su facebook spopolano post di scuole per diventare counselor?

Tu, quale risposta ritieni che sia più opportuna?

Inoltre, i percorsi per diventare counselor sono molteplici e per tutti i gusti: counselor olistico, counselor gestaltico, counselor filosofico ecc.

Inoltre, in alcune scuole è sufficiente seguire un corso di 100 ore, in altre addirittura percorsi di tre anni.

2) Riconoscimento del titolo

I titoli in possesso dallo Psicologo (laurea triennale e laurea specialistica) sono riconosciuti dal MIUR e da tutti gli enti istituzionali.

Gli eventuali titoli in possesso del counselor (ci riferiamo a scuole di counseling) non sono riconosciuti da alcun ente istituzionale. I titoli sono riconosciuti come semplici attestati privati.

3) Obblighi di legge

Obblighi legislativi dello psicologo:

Segreto Professionale

Assicurazione per Responsabilità Civile

Rispetto del codice deontologico

Obblighi legislativi del counselor:

Il counselor non può in alcun modo esercitare atti tipi di professioni iscritte in “Ordini Professionali” come ad esempio è la professione di psicologo.

Pertanto il counselor non può in alcun modo:

Agire in aree di disagio psicologico

Effettuare diagnosi

Effettuare colloqui clinici

Effettuare terapia

Produrre certificati

3) Aree di intervento

Secondo la legge 56\1989 lo psicologo si occupa di “diagnosi, prevenzione, promozione della salute, cura, abilitazione e riabilitazione”.

Dunque, lo psicologo si occupa solo di “disagio e patologia”?

Assolutamente no!

Lo Psicologo è il perfetto alleato per aiutarti a migliorare molti aspetti della tua vita!

Che si tratti di migliorare la capacità di relazionarsi con se stesso e con gli altri; oppure formazione aziendale, per aumentare il senso di appartenenza in un gruppo di lavoro, per raggiungere obiettivi personali, lavorativi e nello sport; in situazioni di grande cambiamento e molto altro ancora…

Secondo la legge 4\2013 il counselor non può in alcun modo occuparsi di attività riservate allo psicologo

4) Contenzioso

Nel 2015 il Tar Lazio (in seguito alle fondate e giuste proteste, presentate principalmente da Ordine Psicologi Lazio e dall’Associazione AltraPsicologia, ha emesso una sentenza: “l’attività di counseling è tipica dello psicologo e non del counselor”

 

http://www.ordinepsicologilazio.it/psicologi/tutela/sentenza-tar-lazio-il-counseling-e-dello-psicologo-buona-la-prima/

 

Attualmente, le associazioni di “counselor” hanno effettuato un ricorso. Siamo in attesa del verdetto finale….

 

dunque: di cosa si occupa il counselor?

Mi spiego meglio: se non può effettuare diagnosi, come fa a stabilire con certezza di agire in aree non patologiche?

Un’esempio viene dato dal mondo dello sport:

 

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Possiamo paragonare il personal trainer al counselor ed il medico allo psicologo.

Iscrivendoci in palestra, tutti sappiamo che per prima cosa dovremo fornire certificato di idoneità fisica.

Solo e soltanto quando porteremo tale certificato, il personale trainer “potrà lavorare sulle potenzialità e comunque su aree non patologiche”.

Premesso che: lo stesso psicologo ha tutti gli strumenti per agire su aree patologiche e sulle potenzialità…

Immaginate un personal trainer che vi dica “non mi occorre il certificato di idoneità, io lavoro solo in aree non patologiche!…si vede che sei in ottima salute!”

Magari, il personal trainer potrebbe avere ragione e con una buona dose di fortuna tutto fila liscio

Ma:

Cosa accadrebbe se il neo-iscritto in palestra fosse cardiopatico?

Lavorare in aree non patologiche e sulle potenzialità risulterebbe addirittura dannosissimo!

Allo stesso modo:

(non potendo fare diagnosi), come fa un counselor a capire in quale area di intervento sta svolgendo il suo operato?

Abbiamo posto questa domanda a diverse associazioni di counselor e agli stessi conselor…ed indovinate?

Fino ad ora non abbiamo ricevuto risposte!

 

 

 



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