GANDHI: LA FORZA DEL SILENZIO

- 11 Agosto 2017

Gandhi seppe trasformare in una grande forza la sua iniziale timidezza.

Per Gandhi, l’uomo che vive per la verità non ha bisogno di parlare molto:

“in ogni momento della vita, imparo che il silenzio è la lingua migliore. Evitate di usare due parole se ne basta una sola”.

Con la coerenza che gli era propria Gandhi introdusse nella propria vita i giorni del silenzio.

La consuetudine nacque in una specifica occasione, quando fece visita in un monastero. Il modo in cui in quel luogo si conferiva maggiore efficacia ai messaggi attraverso il silenzio lo affascinò a tal punto da portarlo a fare di tutti i lunedì i suoi giorni del silenzio.

Sul fatto che nella nostra epoca sia possibile mettere in atto un giorno di silenzio, ci possono essere seri dubbi; al tempo stesso può risultare un ottimo spunto di riflessione, soprattutto durante le conversazioni.

Cercare dei veri e propri momenti di silenzio può di fatti lasciare maggiore spazio al nostro interlocutore: in questo modo lui potrà esprimersi liberamente e noi avremo del tempo per ascoltare e riflettere.

Recenti studi dimostrano che interrompiamo il nostro interlocutore ogni 14 secondi circa…

In questa epoca dunque, padroneggiare il silenzio è una vera e propria “arte”.

Non esiste “un silenzio”: esistono tanti tipi di silenzio…

Possiamo rimanere in silenzio quando “aspettiamo”, oppure perché siamo “tristi”.

Esiste un silenzio “di gioia”, oppure rimaniamo in silenzio perché ci sentiamo “imbarazzati”.

Il silenzio assume dunque una moltitudine di significati.

La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno.

tratto da “Gandhi per i Manager”



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