ONOTERAPIA: anche gli asini “volano”

- 21 Agosto 2017

Animale che ha contribuito a supportare l’uomo nei lavori nei campi ed in montagna, oggi l’asino diventa protagonista nel supporto psico-sociale.  Insieme al dott. Sergio Fattapposta scopriremo il meraviglioso mondo dell’Onoterapia.

Cos’è l’Onoterapia?

 

L’Onoterapia rientra nella categoria delle Pet-Therapy, quindi degli Interventi assistiti con gli animali (I.A.A.) in cui vengono utilizzati i cosiddetti animali d’affezione, proprio per questo motivo infatti viene anche definita “terapia dell’affettività”. Onos in Greco significa Asino, ed è proprio l’asino il quadrupede impiegato in questo tipo di disciplina caratterizzata dallo studio dell’etologia dell’animale, dalla conoscenza dei suoi comportamenti, delle sue reazioni e della sua indole.

Osservando accuratamente l’asino ci si rende conto che possiede di fatto una serie di caratteristiche attitudinali e comportamentali che ben si prestano ai lavori terapeutico-relazionali, tendono anzi a facilitarne le dinamiche in maniera sostanziale. La sua taglia grande ma non enorme, la sua andatura calma e la sua pazienza offrono sicurezza ed affidabilità, che aggiunte alla curiosità, prudenza e delicatezza con cui si avvicina all’uomo fanno si che diventi da subito impossibile non instaurare con lui una piacevole comunicazione, che egli avrà sempre premura di alimentare seguendoci ovunque, attraendo su di se l’attenzione con continue richieste di carezze, a volte goffe ed impacciate, che però generano grande ilarità.
Naturalmente l’asino non è un Terapeuta, e le attività svolte nei Centri non sono vere e proprie Terapie ma bensì co-terapie, in appoggio alle terapie classiche, che sfruttano (nel senso buono del termine) la relazione empatica triangolare UTENTE-OPERATORE-ASINO; in cui l’operatore servendosi di svariati esercizi da terra e a dorso dell’animale svolge il ruolo di facilitatore, facendo in modo che l’utente essendo continuamente stimolato sia sempre parte attiva delle attività.

Quali sono i benefici?

I benefici vanno di pari passo con gli obiettivi, che vengono decisi in anticipo in base alle situazioni, e alle fasi degli interventi.
Nella prima fase le attività si svolgono “a terra” e consistono nell’avvicinamento all’animale e la cura dello stesso. In questo modo, gli utenti sono stimolati dal punto di vista cognitivo e motorio: devono infatti concentrarsi per ricordare e coordinare le proprie azioni, che non sono soltanto meccaniche ma hanno un valore emotivo molto forte, il prendersi cura di qualcun’altro, è proprio questo tipo di cura che muove dentro ognuno di noi dei sentimenti legati ai primordi della nostra vita.
In una seconda fase invece si iniziano a svolgere esercizi ed attività a dorso d’asino, possibilmente a pelo per favorire un contatto diretto con l’animale. Questa è la fase più intensa, nella quale si stimolano le emozioni e si lavora sulla corporeità e la propriocezione.
Gli obiettivi più importanti sono:
– Aumentare la mobilità e l’indipendenza.
– Migliorare le condizioni psico-fisiche, affettive e sociali degli assistiti, “mediante stimoli indotti e/o mediati dall’asino e dalle sue forti capacità espressive, che suscitano forti emozioni, aiutano le interazioni, favoriscono la fiducia, senza la critica” (Wegher, L’asino in aiuto all’Uomo,    2006).
– Incrementare autostima, autocontrollo e gestione delle emozioni.
– Migliorare la socializzazione, condivisione di esperienze, appartenenza al gruppo e cooperazione.
– Comprendere meglio la comunicazione verbale e non verbale, linguaggio assertivo ed intenzionalità.
– Sviluppare capacità relazionali con l’animale tramite il linguaggio non verbale.
– Sviluppare consapevolezza di sè e dell’altro.
– Sviluppare autonomia nelle scelte personali e nelle attività con l’animale.
– potenziare le capacità di empatia ed aiuto reciproco.

Per chi è indicata l’onoterapia?

 

I fruitori di questo metodo terapeutico sono coloro che possono beneficiare di un intervento educativo, ludico-didattico e/o di cura, in cui si ritiene che la relazione con l’animale scelto possa facilitare il raggiungimento degli obiettivi preposti.
Le attività ludico-didattiche ed educative sono rivolte a singoli, famiglie, scolaresche e gruppi organizzati che intendono attraverso giochi, esercizi divertenti o passeggiate, conoscere il mondo degli asini.
A trarre beneficio dalle attività di cura sono invece le persone con alla base disturbi della sfera dell’affettività, disturbi della personalità, cognitivi e relazionali, disarmonia emotiva, disturbi dello sviluppo.
Persone sole, utenti cardiopatici, ipertesi, bambini e anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti, detenuti, sieropositivi, audiolesi e non vedenti oppure soggetti con problemi di ansia, stress e accettazione (anche legati all’aspetto fisico. Dalla forma più lieve di instabilità emotiva, alla manifestazione più grave sul piano della comunicazione: l’autismo.
l’Onoterapia ha trovato riscontro positivo inoltre nei confronti di Dipendenti dalle relazioni, bulimici e anoressici, ragazzi con problemi di aggressività, disturbi dell’attenzione, disturbi del sonno, depressione, sindrome di Down e ritardo mentale.  

Come si sviluppa nel territorio Italiano?

 

L’azienda con cui collaboro, Asinomania, si trova ad Introdacqua e vanta in Italia il pregio di essere stata la prima sul territorio nazionale a dar vita ad attività di Onoterapia con un alto profilo, essendo impegnata da ormai più di vent’anni non solo negli interventi terapeutici ma anche nella formazione degli operatori, o dei futuri gestori dei Centri di “terapia”. Ha dato il la inoltre ad una Rete Italiana I.A.A. invito tutti a consultarne il sito internet, che raggruppando ventiquattro centri di Pet-Therapy (più di uno per ogni animale).

La Rete è riuscita, formando un tavolo tecnico con il Ministero della Salute, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel suo intento di legiferare in materia di interventi assistiti con gli animali, infatti grazie all’accordo Stato-Regioni del 24 Settembre 2015 sono state scritte le Linee Guida Nazionali della Pet-Therapy che segnano un momento di svolta importantissimo per quanto riguarda la sensibilizzazione degli Enti nei confronti di questa disciplina, ma soprattutto per avere delle regole chiare sulle quali orientarsi per la scelta delle equipe multidisciplinari di cui ogni centro dovrà servirsi e dei loro ruoli e mansioni specifiche per poter portare avanti progetti di co-terapia, senza commettere nessun tipo di errore.
L’unica nota dolente è che dal 24 Settembre 2015 tutte le Regioni avevano un anno di tempo per poter recepire l’accordo e renderlo “attivo” ma ad oggi Abruzzo, Molise e Campania sono i fanalini di coda.
Sono impegnato anche io nel sollecitare in Regione il recepimento delle Linee Guida, con la speranza che avvenga al più presto.
Saluto tutti coloro che hanno dedicato tempo alla lettura di questa intervista, invitandovi a venire a visitare l’Azienda.. ASINOMANIA..


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