A SULMONA UN GRUPPO ONCOLOGICO DI AUTOAIUTO

- 8 Ottobre 2018

Oggi, insieme al dott. Sergio Fattapposta vogliamo raccontarvi la sua esperienza nel gruppo “LA TEGOLA” Di Sulmona.

 

Cosa ti ha portato ad essere facilitatore di  un gruppo di autoaiuto oncologico?

 

E’ successo per caso, un giorno parlando con due miei amici medici Aldo Russo e Paola Tataseo, che non smetterò mai di ringraziare per questo, lei ex Presidente dell’A.S.E.O (associazione sulmonese emopatie ed oncologia) mi hanno proposto di partecipare ad un corso di formazione per diventare facilitatore di gruppi di auto-mutuo-aiuto metodo HUDOLIN. Infatti la loro associazione aveva intenzione di lì a breve di offrire un servizio di questo tipo per persone con problemi oncologici e malattie genetiche rare. Questa occasione mi ha incuriosito molto perchè la tematica in questione mi ha da sempre spaventato dato che ho conosciuto molte persone, anche amici, uno in particolare, che ne hanno sofferto. Sai; quando qualcosa ti spaventa tanto o scappi subito o provi a guardarla da più vicino. Ed è così che dopo il primo corso di formazione ho partecipato ad altri due con la stessa associazione, l’ARCAT, di cui sono socio da qualche anno, in seguito ho frequentato un Master di Psiconcologia presso l’Università La Sapienza di Roma e adesso da quasi quattro anni ormai sono Facilitatore del Gruppo “LA TEGOLA” nella mia città, SULMONA.

A chi è rivolto il gruppo?

 

L’obiettivo del gruppo è unire le persone per aiutarle a  parlare di sé, incontrandosi una volta  settimana per un paio d’ore.  L’argomento centrale degli incontri non è soltanto la patologia, ma come affrontare le giornate, quali sono gli hobby, le passioni, le necessità e le difficoltà della vita quotidiana. Per non guardarsi solo con gli occhi della malattia, ma per rendere a sé stessi il giusto rispetto e dignità.  Può essere considerato una cultura, una filosofia di vita o più semplicemente un metodo per superare situazioni di disagio. Si fonda sull’azione partecipata delle persone che, a partire da un problema, da un disagio, da un bisogno, nel gruppo si attivano e si aiutano, portando ciascuna qualcosa di sé: la propria storia, la propria esperienza, le conoscenze e le competenze. Questo tipo di comunicazione circolare corrisponde al bisogno umano di accoglienza di sé, di riconoscimento e di rispetto, conduce inoltre le persone a riconoscere e sperimentare capacità e caratteristiche personali altrimenti inespresse con lo scopo ultimo di migliorare la qualità della vita. E’ rivolto a tutti coloro che, vivendo in prima persona o in famiglia una situazione di disagio di tipo grave sentono la necessità di parlarne, di provare a confrontarsi, aiutando cosi altre persone ed al tempo stesso essendo aiutati.

 

 

 

Questa esperienza in cosa ti ha arricchito?

 

Mi sento arricchito in primo luogo perché fare volontariato mi fa star bene, le persone che incontro mi insegnano ogni volta qualcosa che a livello umano spesso trascuriamo. Naturalmente se apprezzi ciò che fai e ti piace lo farai con il sorriso, e se insegna qualcosa a te può insegnarlo anche a chi ti sta vicino. Credo di essere più ricco ogni volta che le persone mi dimostrano di trovarsi a loro agio durante le ore che trascorriamo insieme. Quando le persone riescono a scavalcare dei limiti interiori ed a fidarsi l’uno dell’altro. Ogni volta che qualcuno si commuove o gioisce. Mi ci sento tutte le volte che; quando sono  solo  e ripenso ai temi trattati,  piango o sorrido con gioia nella mia camera. Posso garantire che non c’è stato un giorno, anche durante i più difficili che io non mi sia sentito migliorato.

 

Secondo un tuo parere, quali saranno gli sviluppi futuri?

 

Le sorti del nostro gruppo sono in divenire. Come in tutti i gruppi di auto mutuo aiuto ci sono dei periodi di difficoltà, ma da parte nostra le persone hanno sempre dimostrato grande unione ed affiatamento, al di là anche della morte che ha colpito qualcuno di noi. Chi partecipa al gruppo è ben intenzionato a far sì che la luce della nostra stanza sia sempre accesa, in modo da poter offrire questa possibilità anche ad altri. Ho dei progetti sul territorio, sempre inerenti all’oncologia, insieme ad amici che mi hanno espresso la volontà di mettersi in gioco. Speriamo possa andare in porto ciò che stiamo provando ad organizzare, richiederà l’aiuto e la sinergia di molti, ma io sono ottimista. Ti ringrazio per avermi chiesto informazioni riguardo il gruppo e i miei progetti e spero che chi leggerà, si incuriosisca quanto te ed abbia voglia di conoscerci.

Grazie per l’attenzione

 

 



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